Libri che mi hanno cambiato la vita: Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

Mentre aspetto che la cena sia pronta, buttò giù due parole riguardo un altro dei libri che mi hanno cambiato la vita.

Terzo capitolo di Harry Potter ed è uno dei libri che più mi ha entusiasmato. La prima cosa che mi è piaciuta è stata il rapporto tra i ragazzi, che inizia a maturare a cambiare, portando anche a dei litigi, anche abbastanza pesanti.

Il personaggio di Sirius, che è la “cosa” che più assomiglia a una famiglia agli occhi di Harry, mi ha incuriosito parecchio, volevo assolutamente sapere qual’era la sua vera storia.

L’altra cosa che mi è piaciuta e so che è piaciuta anche a molte altre persone: l’amicizia tra James Potter, Sirius Black, Ramus Lupin e Peter Minus. Quella storia d’amicizia mi ha quasi commosso, ne esistono pochi di amici che sono veramente disposti a fare di tutto pur di stare vicini a chi ha bisogno. Poi c’è l’amaro finale…

Altre cose che mi hanno incuriosito sono state: la Mappa del Malandrino, i licantropi, altre varie creature magiche, come gli Ippogrifi e i Mollicci.

Concludo qua, visto che è il 24 dicembre.

Auguri a tutti!!!

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I film che mi hanno cambiato la vita

Ho parlato delle canzoni. Ho parlato e parlo dei libri. Ma esistono anche molteplici film che mi hanno cambiato la vita.

Avevo già parlato di The Rocky Horror Picture Show. Oggi parlerò di un film della mia infanzia: Flash Gordon.

I film ambientati nello spazio non mi sono mai interessati molto. E nemmeno a mia madre, ma in quel film c’era Timothy Dalton che ai tempi era il suo attore preferito, quindi…

Ho deciso di non raccontare la trama perché non essendo un film recente (è del 1980) o qualcuno lo conosce a memoria o non lo conosce proprio ma gli viene poi voglia di vederlo in seguito…

Per una serie di circostanze, il giocatore Flash Gordon, la giornalista Dale Harden e il dottor Zarkov finiscono nello spazio, atterrando su un pianeta governato dal temibile imperatore Ming. Ming vuole distruggere la terra e sarà compito dei nostri eroi salvare tutto.

Ma perchè mi è piaciuto tanto?

Al contrario di mia madre, non mi importava nulla degli attori fighi. La storia l’ho capita solo quando ho rivisto il film da adulta e si, non era male, ma niente di che.

Da piccola mi piaceva vedere quei mondi strani, tutti colorati, con personaggi vestiti di costumi sgargianti…per me era una sorta di cartone animato fatto a film per via di tutti quei colori e quelle stranezze.

Da adolescente ho apprezzato di più la storia e, soprattutto, la colonna sonora. La colonna sonora è stata fatta dai Queen. La canzone Flash era ed è una figata assoluta. Tutte le musiche presenti sono una bomba, ma quella…

Durante le superiori, con alcune amiche che frequentavo all’epoca, eravamo solite prendere una pizza il sabato sera e poi guardarci un film dopo. Fu in una di quelle serate che feci scoprire questo film a quella che è stata la mia migliore amiche. Eravamo andate a mangiare nella pizzeria dove lavorava un ragazzo che mi piace(va), avevamo riso tanto e parlato di cose serie, tornate a casa necessitavamo di un bel film per concludere la serata. Il film le era piaciuto moltissimo, compresa la colonna sonora.

Quella fu l’ultima volta che vidi Flash Gordon, era il febbraio del 2011.

Quindi: da piccola era un film che mi divertiva, da adolescente era un film che mi faceva ballare e poi è diventato un ricordo di una bella serata passata con belle persone.

Letterina a Babbo Natale, edizione 2018

Caro Babbo Natale,

le cose che ti vorrei chiedere sono tantissime, ma allo stesso tempo non voglio nulla. Anzi, lo confesso proprio: non so nemmeno io di cosa ho veramente bisogno.

Io preferisco sempre ricevere qualcosa di cui ho bisogno, per unire l’utile al dilettevole.

Diciamo che io avrei bisogno di svegliarmi sempre di buon umore, con un omaccione come Rollo di Vikings nel letto. Avrei bisogno di avere un fisico statuario nutrendomi solo di pizze in tutte le loro forme e dimensioni. Avrei bisogno di essere pagata ogni volta che non perdo la pazienza. Avrei bisogno di una libreria che si allarga autonomamente ogni volta che compro un libro.

Però mi rendo conto caro Babbo che sono bisogni stupidi ed egoistici.

Perciò, veramente, dai le tue attenzioni a chi ne ha veramente bisogno. Sia tra gli umani che tra gli animali. Tutti meritano di stare bene (tranne le persone che fanno del male a terzi, quelle se lo meritano un pò meno).

Ciao!!!

ps: però, se capiti dalle mie parti con un Rollo di Vikings in carne ed ossa nel tuo sacco dei doni…io non lo rifiuterò.

 

 

Libri che mi hanno cambiato la vita: Harry Potter e La Camera dei Segreti

Il secondo capitolo in versione libro della saga di Harry Potter me lo ricordo di più rispetto al primo.

Mi ricordo che me lo leggeva sempre mia madre prima di andare a dormire. La prima volta che mi fu letto provai un certo senso di inquietudine tra fantasmi, pietrificazioni, bestie giganti e morti nel passato.

Poi sono cresciuta e mi sono letta e riletta il libro da sola…provando comunque un senso di inquietudine.

Trovo che sia il libro più dark della saga, quasi il più spaventoso. Sarà per i ragni giganti, la paura per la pietrificazione di Hermione, il complemorte si sir Nicholas, i RAGNI GIGANTI!!! Quel capitolo mi ha sempre fatto una paurissima, dopo sento sempre un prurito lungo tutto il corpo. Tra l’altro, io leggo sia di giorno sia la sera prima di andare a nanna, mi capita SEMPRE di leggere il capitolo dei ragni giganti prima di andare a dormire. Giusto per gradire.

E vogliamo parlare delle pietrificazioni ad opera di un serpente gigante? Tu giri tranquillo per la scuola, vedi un rettile di dimensioni titaniche che è in grado di pietrificarti se va bene. Avevo paura di girare per scuola dopo-

Comunque, perché questo libro mi ha cambiato la vita?

Perché è un libro della saga di Harry Potter, perché c’è un bel mistero che si srotola lungo tutto il libro, perché capiamo che il mondo dei maghi, per quanto magico sia, è comunque moooooooolto pericoloso e tetro, e ultimo e non meno importante…è un libro della saga di Harry Potter, basta e avanza (per me ovviamente).

Si, non faccio il riassunto degli HP perché la sanno anche i muri di casa mia la storia dei sette libri.

 

Bohemian Rhapsody, un concerto fatto a film

Questo novembre mi è piaciuto a livello di film, prima Animali Fantastici, poi Bohemian Rhapsody!

E’ vero che sono solo due film, ma io di solito vado pochissimo al cinema, quindi per me è una novità.

Comunque, da anni sentivo parlare di un film sui Queen ed essendo fan del celebre gruppo, da anni aspettavo che questo benedetto film uscisse. Ma nulla.

Avevo sentito dire che Johnny Depp era stato scelto per interpretare Freddie Mercury e lì i miei ormoni esplosero, poi non si seppe più nulla. Lessi qualche anno più tardi che per Freddie era stato poi scelto Sacha Baron Cohen…e poi di nuovo il nulla.

Qualche mese fa invece, leggendo sulla rivista Ciak, scoprii che per interpretare Freddie era stato infine scelto Rami Malek.

Sapevo chi era Rami, l’avevo visto in una piccola parte in Twilight e sapevo che aveva preso arte alla serie Mr Robot. Ma soprattutto l’avevo ammirato nel videogioco horror Until Dawn…gioco che mi ha fatto quasi cagare addosso talmente mi ha fatto paura (scusate la finezza). Ma in sostanza sentivo parlare molto bene di lui.

Più uscivano immagini di questo film, più mi incuriosivo. Finché non arrivò la data di uscita e i trailer…lì iniziai a perdere la testa. La curiosità cresceva a dismisura.

In data 30 novembre 2018 verso le 7 di sera sono andata al cinema per vedermi Bohemian Rhapsody.  E sono uscita da lì verso le 10 che esplodevo di gioia.

Ai miei occhi il film è risultato bellissimo, idem per le mie orecchio (dopotutto si parlava dei Queen!!!!). Non farò spoiler, dico solo che mi è piaciuto come hanno impostato la storia, nonostante ci sia qualche differenza dalla vera storia del gruppo.

Un grandissimo applauso va secondo me agli attori che hanno interpretato Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Erano abbastanza simili a livello fisico, ma sopratutto sono stati in grado di “imitare” perfettamente i veri Queen (dalle espressioni facciali ai movimenti del corpo).

Io ero senza parole, ad un certo punto avevo l’impressione di essere ad un loro concerto.

Io ho sempre amato questo gruppo, la voce di Freddie è un balsamo per la mia anima e non ho mai nascosto che mi sarebbe piaciuto partecipare ad un loro concerto…Sfortunatamente Freddie è morto due anni prima della mia nascita. Quella sera al cinema, quando avevo l’impressione di essere veramente ad un loro concerto, avevo il cuore che batteva a mille e avevo una voglia matta di saltare in piedi e partecipare ai cori delle varie canzoni.

Ora aspetto con ansia il dvd con tanto di interviste e dietro le quinte. Voglio gustarmi di nuovo questo capolavoro.

E, lo ammetto, ora sono innamorata di Rami Malek.

Domande scomode: è bello essere una star?

Quando ero piccolina ero davvero convinta che essere famosi fosse una vera e propria fortuna, fosse una cosa bellissima.

Nella mia mente di bambina essere famosi voleva dire essere amata da tutti, avere soldi a palate, poter avere TUTTO, poter avere un bel marito, insomma poter avere di tutto e di più…

Tutte queste convinzioni sono rimaste fino alle scuole medie. Poi mi sono “innamorata” di Johnny Depp.

Quando mi sono innamorata di lui, cercavo la sua immagine più o meno ovunque. E riuscivo a trovare la sua immagine sui giornali che parlavano di cinema e sui giornali di gossip.

Sulle riviste cinematografiche lui compariva o truccato o comunque vestito bene. In quelli di gossip lo vedevo trasandato, con l’aria scazzata, se con lui c’era Vanessa Paradis lei compariva struccata, entrambi con con degli occhialoni da sole che a momenti coprivano tutto il volto. E nella mia giovane mente si formulava la seguente domanda: “Ma a loro non da fastidio essere fotografati così, tutti trasandati, e ad essere seguiti in questo modo dai fotografi?”.

Da lì in poi ho capito che anche nella vita delle star c’erano le fregature e le scocciature.

Ho iniziato a pensare che per una star sia quasi difficile avere una vita normale, visti i fotografi sempre incollati alle spalle, pronti a scattare una foto sperando di cogliere la star mal capitata in un momento imbarazzante/scandaloso. O anche per i fan. Alcuni fan sono troppo invadenti, tra urla, appostamenti.

Parlando di soldi, certo si guadagna…ma in quanti sono pronti a sfruttarti?

Qualsiasi tipo di lavoro svolto da quelli che considero star (attori, registi, scrittori, modelle, calciatori, ecc) deve essere PERFETTO, mi sono resa conto che è praticamente vietato sbagliare, pena: essere bersagliati di critiche.

Ho notato che le stesse cose capitano anche ad alcuni youtubers. Fanno un certo tipo di video? “E fai sempre le stesse cose!”. Cambia tipo di video? “Non sei più quello di prima, mi disiscrivo!”. Fai video ogni giorno? “Ma non hai una vita sociale/ un lavoro?”.  Fai pochi video? “Sei troppo lento! Non fai un cazzo!”.

E anche per quanto riguarda la questione affetto ci sarebbe da ridire: quando sei una star non è assolutamente vero che tutti ti vogliono bene, anzi quasi tutti hanno i così detti haters.

Tutte queste cose scoperte negli anni mi hanno fatto capire che in realtà essere una star è un pò una fregatura. E questa è anche la risposta alla domanda del titolo. Oltre al fatto che con la crescita mi son resa conto che non mi interessa avere tutto, avere cose costose e simili.

Libri che mi hanno cambiato la vita: Harry Potter e La Pietra Filosofale

Penso si sia capito che mi piace la saga. Film, libri, qualsiasi cosa.

Non mi metterò a scrivere la trama perché penso sia ormai nota a tutti. Non voglio nemmeno fare il giochino delle differenze tra libro e film.

In realtà fu mia madre a leggermelo la prima volta, ma ero piccola e ricordavo poco dopo le letture. Una volta cresciuta decisi di leggerlo per conto mio. E ancora. E ancora. E ancora.

Non so esattamente quante volte ho riletto la saga, ma ogni volta che rileggo quei libri provo le stesse bellissime emozioni.

La prima cosa che ho notato leggendo il libro è stato il linguaggio: quasi infantile, dando un sacco di minuziose descrizioni (dagli arredamenti di una stanza, all’aspetto fisico di una persona), tanti paragoni col mondo animale (es, spesso descrive Dudley Dursley paragonandolo a un grosso maiale).

Altro accorgimento (ma questo vale anche per il film): la magia. Ho sempre trovato il primo capitolo della saga magico, perché è l’inizio di tutto, perché veniamo introdotti in questo mondo magico e proviamo lo stesso stupore di Harry quando viene a sapere che è un mago, quando vede Diagon Alley per la prima volta, quando entra a Hogwarts per la prima volta.

Alcune delle cose che mi sono piaciute di più sono state:

  • la cronaca di Lee Jordan durante le partite di Quidditch, che mi han sempre fatto ridere;
  • le prove da superare per raggiungere la pietra filosofale (nel libro ce ne sono di più e tutte interessanti a parer mio);
  • Draco Malfoy compare prima, già in Diagon Alley mentre prova la divisa.

E’ un libro che leggo sempre molto velocemente e sempre con tanto piacere.

Animali Fantastici 2, ovvero il mio sabato sera alternativo

Questo articolo non contiene spoiler.

15 novembre 2018 esce Animali Fantastici- I crimini di Grindelwald, seguito di Animali Fantastici e dove trovarli, a loro volta prequel della saga di Harry Potter. Un fan della saga e di Johnny Depp (presente nel film) come me poteva forse perdere un evento del genere?

Avevo già visto il primo film e mi era piaciuto parecchio, di conseguenza aspettavo questo film con una certa ansia. Nei giorni precedenti all’uscita di questo film cercai qualcuno con cui andare andare al cinema.

Pur amando il cinema, ci vado molto poco, perché nel paesino dove abito io non esistono questi locali e spesso non trovo qualcuno con cui andare. Ma questo film LO VOLEVO VEDERE ASSOLUTAMENTE AL CINEMA (si capisce tanto che lo aspettavo questo film?).

Chiesi al mio ragazzo. Non aveva soldi. Chiesi alla mia famiglia. Ma a nessuno interessava questo film in particolare. Pensai a qualche amico/a. Chi senza soldi, chi lavora, chi ha figli, chi odia il cinema, chi odia i fantasy, chi ha litigato con me e pur di parlarmi si nasconde dietro a un cellulare. C’era anche una persona che avrei tanto voluto invitare, ma mi sentivo troppo imbarazzata per farlo…inoltre non era detto che fosse un genere di suo gradimento. Quindi nulla, ero da sola.

Trovavo fosse un pò triste andare al cinema da sola, ma alla fine ho pensato “chissenefregah! Se è un film che mi interessa parecchio, è giusto che ci vada anche da sola, ecchecavoloh!”.

Decisi di andare in un cinema di un paesino non tanto distante dal mio, sabato 17 novembre sera. Mi ero già programmata la giornata, tra studio, spesa, gatti, cane, pulizie, impegni vari. Avrei fatto tutte queste attività di giorno, così la sera avrei potuto uscire senza sensi di colpa.

Ma ecco che arrivò un dramma (le ragazze capiranno): proprio sabato mattina mi arrivò il ciclo, con tanto di dolori. E tutti i miei impegni andarono a farsi benedire. Rimasi in camera mia per ore, senza riuscire a fare nulla, rassegnandomi ormai al fatto che non sarei riuscita ad andare al cinema, dicendo così addio al mio “sabato sera alternativo” (alternativo perché per la prima volta nella mia vita sarei andata da sola al cinema).

Poi nel pomeriggio iniziai a stare meglio e riuscii a studiare e fare la spesa.

Nel tardo pomeriggio stavo molto meglio e decisi di andare comunque a vedere Animali Fantastici 2.

Cenai molto velocemente e partii. Ma una volta arrivata sul posto notai un secondo dramma: una coda infinita di persone. Avvenne però un miracolo: proprio quando mi misi in fila, un’altra cassa per fare i biglietti venne aperta.

Biglietto preso, presi un posto anche abbastanza buono nella sala, avevo pure del cibo da sgranocchiare e mi godetti il film in santa pace.

Il film mi è piaciuto parecchio. Molte parti divertenti, alcune nostalgiche (parlo dell’apparizione di un certo posto…molto presente nella saga di Harry Potter), parti anche abbastanza tristi e drammatiche. Il finale mi ha detto un pò poco, ma lo considero comunque un buon film.

Confesso che ero un pò preoccupata, perché quando uscì il film iniziai a sentire diverse opinioni negative al riguardo (critiche alla trama, critiche a Depp, al regista, agli sceneggiatori, alla Rowling…).  Ma non mi sono trovata d’accordo con queste critiche. La trama mi è piaciuta. Depp pure, a chi si è lamentato del fatto che fa sempre le stesse cose vorrei dire che non è il primo attore che lo fa e secondo me un ruolo del genere potrebbe salvarlo dal baratro in qui sta cadendo. Alla Rowling non saprei cosa dire, visto che i libri di Animali Fantastici non li ho letti. A regista e sceneggiatori farei i complimenti. In ogni caso, ognuno ha i suoi gusti.

Io sono tornata a casa felice quel sabato sera.

Domande scomode: siamo liberi di essere noi stessi?

Ci sono. Sono viva. Ma tra esami, lavoro, gatti che stanno male, mal di schiena invadenti, influenze ancora più invadenti…ho dovuto “ritirarmi” per rimettermi un pò.

Parlando delle domande scomode: più o meno da quando ho iniziato ad usare i social network vedo spessissimo post con su scritto”sii sempre te stesso”. Certo, riuscire ad essere se stessi è una cosa giusta. Ma siamo davvero liberi di essere noi stessi sempre e comunque?

Riflettendo un pò sulle mie esperienze personali sono arrivata alla conclusione che la risposta è no. Più che altro perché nella mia vita (e penso non solo nella mia) ci sono sempre state persone che mi hanno fracassato le scatole.

Mi piacciono i gatti e vorrei salvarne il più possibile? SEI UNA GATTARA!

Mi piacciono i tatuaggi e ne ho fatti 5? MA PERCHE’ QUEL SOGGETTO E PERCHE’ LI’? MA CHE IMMAGINI DARAI DI TE CON DEI TATUAGGI ADDOSSO?

Sono vegetariana? E MA CHE PALLE QUESTI VEGETARIANI! NON CAPISCONO IL VALORE DEL CIBO. IMMAGINO POI IMPORRAI LA TUA DIETA A TUTTI.

Mi piace una determinata persona? PERCHE’ LUI? COSA CI TROVI? MA CHE ETA’ HA? CHE LAVORO FA? DA DOVE VIENE? SICURA CHE STARAI BENE?

Mi vesto con colori scuri/teschi/borchie? MA ALLORA SEI UNA DARKETTONA!

Non mi sono ancora laureata? NON RIESCI A STUDIARE? MA LASCI TUTTO? E PERCHE’ TI SEI ISCRITTA ALLORA?

MA PERCHE’ HAI SCELTO QUEL LAVORO? SECONDO ME DOVRESTI CERCARE ALTRO! SEI TROPPO SENSIBILE, DEVI ESSERE PIU’ CAZZUTA! ESCI UN PO’ DI PIU’, SEI GIOVANE! TU CHE SEGUI SERIE TV/ANIME E VIDEOGIOCHI SEI UNA NERD! ECC

A tutte queste affermazioni/domande avrei voluto ribattere urlando insulti, perché io sono una persona che vorrebbe essere lasciata in pace, essere lasciata libera di essere me stessa. Anche perché sono una che non rompe mai le scatole e cerco di non offendere le persone che mi circondano…e spero sempre di essere ricambiata.

Conosco persone che si vestono come cazzo gli pare, mangiano come cazzo gli pare, fanno il cazzo gli pare, sono persone libere e felici, senza nessuno che si intromette…e ammetto di invidiarle parecchio.

Certo, queste affermazioni/domande sopra elencate non mi impediscono di essere me stessa, ma rompono abbastanza le scatole, peggiorando la mia giornata, rovinando la mia felicità. Devo imparare a reagire in maniera diversa.

Sunto: al momento non riesco a essere me stessa causa rompiscatole, MA (buon proposito per il futuro) imparerò a fregarmene per essere libera e felice.

(ps: post un pò blando…sono ancora malata, ma sto tornando)

 

Domande scomode: quando ci siamo resi conto di essere diventati grandi?

Questa domanda in realtà nasce dalle mie esperienze lavorative in una scuola.

Lavorare in una scuola mi ha fatto tornare alla mente una me bambina e spessissimo io da piccola mi chiedevo come e quando sarei diventata grande.

Inizialmente pensavo che mi sarei resa conto di essere diventata grande compiendo diciotto anni, diventando quindi maggiorenne. Ma mi sono resa conto negli anni che ci sono persone che rimangono infantili anche oltre i 18.

Durante le scuole medie mi ricordo che una professoressa ci aveva fatto un discorsone circa la crescita, dicendo che era importantissimo che imparassimo ad assumerci le nostre responsabilità. All’epoca non capii esattamente cosa volesse comunicarci, abbinavo però la parola “responsabilità” a “diventare grandi”. Quando finalmente capii il discorso ebbi momenti di paura…non so perché, forse mi spaventava la crescita.

Iniziai però a sentirmi grande e ad apprezzare ciò quando iniziai a prendere le distanze dai miei genitori, quindi iniziai a dipendere sempre di meno da loro.

In questi giorni ho chiesto un pò in giro, a parenti e a amici, quando si sono resi conto di essere diventati adulti e le risposte sono state varie: compimento dei 18 anni, imparare a guidare, iniziare a lavorare, prime esperienze sessuali, primo ciclo mestruale (per le ragazze ovviamente), essere chiamato/a signore/a, ecc.

Come scritto prima, ho iniziato a sentirmi grande quando ho iniziato a staccarmi dalla mia famiglia, ma nel corso degli anni sono venuti fuori altri eventi che mi hanno fatto capire che stavo crescendo:

  • ORGANIZZARE LE MIE ATTIVITA’. Da un banale sabato sera a un viaggio, organizzare tutto da sola mi faceva sentire sempre più indipendente;
  • PAGARE, ero abituata da piccola a farmi comprare le cose da mamma e papà, pagare da sola è stata una rivoluzione;
  • SPOSTARMI DA SOLA. A scuola mi portava sempre mia madre, poi ho iniziato a prendere i pullman da sola…all’inizio facevo sempre qualche pasticcio, ma dopo un pò sapevo tranquillamente orientarmi;
  • CERCARE LAVORO. Questo forse è l’evento che ha segnato davvero l’inizio del mio diventare adulta. Ho iniziato a cercare lavoro qualche anno fa, mi bastava un lavoretto, per iniziare a racimolare qualche soldino e iniziare a fare esperienza. Certo la ricerca è sempre dura e complicata, ma qualche esperienza la sto facendo e sento che sto diventando sempre più sicura;
  • PENSARE AI SOLDI. Io non sono mai stata una spendacciona, però fino a qualche anno fa se vedevo qualche cazzatina che mi piaceva la prendevo senza pensarci troppo. Ma col tempo ho iniziato a pormi le domande “ma è necessario spendere soldi per questa cosa? Mi serve davvero?”. In sostanza oggi preferisco non spendere mai troppo, meglio tenere soldi per qualcosa che mi serve veramente.
  • PULIRE. Di solito è sempre stata mia madre che si è occupata delle pulizie. Ma ad un certo punto ho iniziato a infastidirmi il fatto che qualcuno puliva la mia roba, così ho provveduto ad imparare da sola. Da piccola poi pensavo che per pulire bastava una passata di scopa e lo straccio, oggi mi rendo conto che le pulizie sono molto più lunghe e complicate.

Per concludere, secondo me non esiste una cosa vera e propria che ci fa capire quando siamo diventati grandi. Certo, quando uno piano piano inizia a diventare indipendente, inizia a fare tutto da solo può essere già un segnale…non so…E’ una domanda a cui non saprei esattamente come e cosa rispondere…